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"Romolo Bellatreccia"

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Copertina  
Titolo: L'ARMATA BRANCALEONE

Regista: Mario Monicelli

Genere: COMMEDIA

Nell'Italia dell'undicesimo secolo, Brancaleone da Norcia, unico e spiantato rampollo di una nobile famiglia decaduta, dotato però di una non comune eloquenza ed animato da sane virtù e cavallereschi principi, guida un manipolo di miserabili e coloriti seguaci alla presa di possesso del feudo di Aurocastro, secondo quanto dettato in una misteriosa pergamena imperiale che gli stessi miserabili gli porgono e che affermano di aver rinvenuto in modo del tutto lecito e casuale, in realtà rubata al suo proprietario: un cavaliere aggredito e creduto morto.

Attraversando tutta la penisola, viene coinvolto in diverse avventure: entra in una città apparentemente deserta dando licenza di saccheggio, salvo scoprirla poi infestata dalla peste, dopodiché si aggrega al monaco Zenone, che, a capo di un gruppo di pellegrini, è diretto a Gerusalemme per unirsi alla lotta per la liberazione del Santo Sepolcro, salvo poi riprendere la strada di Aurocastro dopo che Zenone precipita in un dirupo attraversando un ponte sospeso precario ("cavalcone" nel film) combatte interminabili duelli cavallereschi, incontra un principe bizantino diseredato che si aggrega all'armata e tenta di estorcere denaro alla propria famiglia, salva una giovane promessa sposa per poi scoprirla tutt'altro che illibata. Giunta al feudo da conquistare, gli abitanti del luogo si affrettano a consegnargli le chiavi del castello prima di scappare lasciando l'armata sola a fronteggiare l'arrivo dal mare e l'attacco da parte dei pirati Saraceni. Brancaleone e il suo piccolo esercito sono fatti ben presto prigionieri ma vengono liberati da un misterioso personaggio che si rivela essere il cavaliere erroneamente creduto morto all'inizio della storia. Questi, il vero e legittimo destinatario della pergamena, condanna Brancaleone e i suoi armigeri al supplizio come ladri e usurpatori ma proprio quando la sentenza sta per essere eseguita arriva insperatamente in loro aiuto il redivivo monaco Zenone, che, sempre a capo del gruppo di pellegrini diretto a Gerusalemme, costringe i cavalieri a liberarli per unirsi alla lotta per la liberazione del Santo Sepolcro. I nostri disperati sono ben felici di unirsi al gruppo per scampare alla morte e cercare la gloria in Terra Santa, partecipando alle Crociate.


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